Cosa si vuol dire con questo titolo? Perché una serata del genere e in cosa consiste?
Tutto parte da una visione della vita, positiva, capace di far emergere che non un caso, ma uno scorrere di meraviglie, bellezze emozioni, momenti bui e fragili, ma tutto frutto di scelte e riflessioni interiori.
La vita come capolavoro e non come caso, la vita, qualsiasi essa sia, in qualsiasi scelta, vista come AMORE.
Vi sono varie scelte di vita davanti a cui un giovane può ritrovarsi: la più comune, e spesso più faticosa, scelta del matrimonio.
Come è possibile viverlo? Ci sono coppie che possono raccontarci un di più, una marcia in più sul come affrontarlo?
C’è la scelta del sacerdozio, vista per pochi, di cui molti giovani possono avere germogli dentro ma non sanno come leggerli. E la scelta religiosa, dei monasteri, della missione.
Come leggere tutto ciò nel proprio cuore?
Tutte queste vocazioni sono degne di rispetto, tutte hanno lo stesso valore, tutte sono risposta ad un amore a se stessi, a Dio ed al mondo, agli altri.
Tutte portano dentro fatiche, domande, incomprensioni.
Sono queste le domande a cui da sempre la Chiesa cerca di rispondere offrendo mezzi, creando discussioni e riflessioni.
Da anni, ogni anno, si vive la Giornata Mondiale delle Vocazioni, Venerdì 27 Aprile alle ore 20,30 nella Sala Valentino Vailati
Tutti i giovani, giovanissimi, sono invitati ad una serata di discussione e confronto, attraverso la musica, l’arte, e attraverso le testimonianza di tre scelte di vita: - una coppia: Giovanni Ognissanti e sua moglie che vivono il matrimonio come impegno di amore tra loro, alla Chiesa ed a molti giovani incontrati.
- un sacerdote: Don Saverio Papicchio, vice parroco nella parrocchia San Camillo in Manfredonia
- una suora: Suor Damiana delle Suore Discepole di Gesù Eucaristrico, che da poco ha vissuto con alcuni giovani un esperienza in Africa.
Racconteranno di se, delle loro “avventure”. Dalle tre storie partirà una discussione, domande per comprendere che “rispondere all’amore si può”.
È questo il titolo scelto dal Papa Benedetto XVI per questa giornata.
È importante interrogarsi nella vita, non restare ai margini, nell’anonimato, nel credere si sapere già tutto. Il confronto è sempre arricchente.


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